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  • Formazione finanziata: opportunità e scadenze di novembre 2026

    Aggiornamento al 1° novembre 2026. Per le imprese e gli studi professionali che vogliono investire nella formazione dei dipendenti, Fondoprofessioni ha pubblicato strumenti diversi per corsi a catalogo, interventi personalizzati e piani condivisi tra più aziende. Le opportunità hanno requisiti e procedure specifici: prima di avviare una domanda occorre verificare l’Avviso applicabile, l’adesione al Fondo e la disponibilità delle risorse.

    Voucher per corsi a catalogo: Avviso 02/26

    L’Avviso 02/26 prevede il rimborso allo Studio o all’Azienda della quota di partecipazione a corsi presenti nei cataloghi accreditati. Il 21 ottobre 2026 il Consiglio di amministrazione di Fondoprofessioni ha approvato un incremento di 500.000 euro: la dotazione complessiva indicata dal Fondo è così salita a 2,5 milioni di euro. Le domande sono presentabili secondo le modalità dell’Avviso e fino a esaurimento delle risorse; la comunicazione pubblica non indica il saldo ancora disponibile, quindi va verificato prima di pianificare il finanziamento.

    La procedura distingue il ruolo dello Studio/Azienda proponente da quello dell’Ente attuatore titolare del catalogo. Per requisiti, massimali, passaggi in piattaforma e corsi effettivamente selezionabili, fanno fede l’Avviso 02/26 e la manualistica ufficiale.

    Consulta l’Avviso 02/26 e la pagina ufficiale del Training Voucher.

    Formazione personalizzata: Avviso 04/26

    L’Avviso 04/26 finanzia attività formative personalizzate rivolte a un singolo dipendente o a piccoli gruppi, realizzabili anche sul posto di lavoro. Per il quarto sportello, il calendario ufficiale indica la chiusura della presentazione dei piani il 13 novembre 2026. La scadenza riguarda questo sportello: non va confusa con la disponibilità di altri Avvisi né con i tempi necessari per gli eventuali passaggi di condivisione.

    Dettagli dell’Avviso 04/26 · Calendario ufficiale delle scadenze.

    Piani tra più aziende: Avviso 05/26

    L’Avviso 05/26 è dedicato ai piani formativi pluriaziendali promossi dai Titolari di Rete. Per il secondo sportello il calendario riporta due date distinte: il 5 novembre 2026 è il termine per l’invio della PEC di condivisione per le tipologie di piano D del Protocollo; il 20 novembre 2026 è la chiusura della presentazione dei piani. La prima data non è una scadenza indistinta per ogni possibile piano: occorre verificare se la propria procedura rientra nella tipologia indicata.

    Dettagli dell’Avviso 05/26 · Calendario ufficiale delle scadenze.

    Cosa verificare prima di procedere

    • che lo Studio o l’Azienda possano accedere all’Avviso e abbiano i requisiti di adesione richiesti;
    • quale soggetto deve presentare la domanda e quale deve organizzare o attuare la formazione;
    • che il corso o il piano, i destinatari e le modalità siano ammessi dalla manualistica aggiornata;
    • le scadenze del singolo sportello e gli eventuali passaggi di condivisione;
    • la disponibilità effettiva delle risorse, soprattutto per le domande a catalogo.

    La formazione finanziata può ridurre il costo di un percorso, ma non significa che ogni corso o impresa sia automaticamente ammesso. Le informazioni di questo articolo sono una sintesi: prima di presentare una domanda è necessario leggere l’Avviso, il manuale e gli aggiornamenti pubblicati dal Fondo.

    Fonti ufficiali: Avvisi aperti · Avviso 02/26 · Avviso 04/26 · Avviso 05/26 · Scadenze.

  • Scadenze corsi sicurezza sul lavoro: come evitare dimenticanze e sanzioni

    Blue Academy
    GUIDA IMPRESE · AGGIORNATA AL 2026

    Scadenze corsi sicurezza sul lavoro: come evitare dimenticanze e sanzioni

    Tempo di lettura: circa 7 minuti · Contenuto informativo

    Le scadenze della sicurezza sul lavoro non riguardano soltanto i corsi. Tra gli adempimenti da verificare, in base alla situazione concreta, rientrano formazione e aggiornamenti, sorveglianza sanitaria, Documento di valutazione dei rischi, dispositivi di protezione, impianti elettrici e presidi antincendio.

    In breve: non esiste una scadenza uguale per tutte le imprese. Periodicità e adempimenti dipendono da attività, ruoli, rischi, attrezzature e norme tecniche applicabili.

    Da dove partire: non esiste una scadenza uguale per tutte le imprese

    La periodicità dipende da diversi fattori: attività svolta, mansione, livello di rischio, attrezzature utilizzate, esposizioni professionali, caratteristiche dei luoghi di lavoro e ruolo ricoperto.

    Per la formazione, il riferimento aggiornato è l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 maggio 2025. L’Accordo riunisce e aggiorna i criteri per diversi percorsi obbligatori e di aggiornamento.

    Le principali scadenze da controllare

    1. Formazione e aggiornamento

    Il datore di lavoro deve assicurare informazione, formazione e, quando necessario, addestramento adeguati ai lavoratori. Va verificato che corso, contenuti, frequenza, verifica finale e aggiornamento siano coerenti con mansione e rischi.

    2. Visite mediche e giudizi di idoneità

    La sorveglianza sanitaria si applica nei casi previsti dalla legge e quando la valutazione dei rischi lo richiede. La periodicità è stabilita dalla normativa applicabile o, quando questa non la prevede, dal medico competente in funzione del rischio.

    3. DVR e valutazione dei rischi

    Il DVR va aggiornato quando cambiano processo produttivo, organizzazione, condizioni tecniche o misure di prevenzione, dopo infortuni significativi o quando la sorveglianza sanitaria lo richiede. La norma non indica qui una singola scadenza annuale uguale per tutte le imprese.

    4. DPI e addestramento

    I DPI devono essere scelti in relazione ai rischi, mantenuti efficienti e sostituiti quando necessario. Per quelli che richiedono conoscenze particolari è necessario anche l’addestramento.

    5. Impianti elettrici e messa a terra

    Le verifiche periodiche degli impianti soggetti al DPR 462/2001 vanno programmate secondo tipologia dell’impianto e del luogo di lavoro e affidate ai soggetti abilitati previsti.

    6. Estintori e presidi antincendio

    Il DM 1° settembre 2021 richiede un registro dei controlli aggiornato e manutenzione e controllo periodico da parte di tecnici manutentori qualificati, secondo norme tecniche e manuali d’uso.

    Quali rischi corre un’azienda con scadenze non gestite?

    Le conseguenze dipendono dall’adempimento violato, dal soggetto responsabile e dalle circostanze accertate. Il D.Lgs. 81/2008 prevede sanzioni amministrative e penali per diverse violazioni: non esiste un importo unico applicabile a tutte le scadenze dei corsi o a tutte le imprese.

    Come organizzare uno scadenziario efficace

    • associare ogni adempimento a sede, mansione o impianto;
    • indicare la fonte o il documento che determina la scadenza;
    • distinguere rinnovi, verifiche e aggiornamenti legati ai cambiamenti;
    • conservare attestati, verbali, giudizi e certificazioni;
    • prevedere promemoria anticipati.

    Gli alert a 90, 60, 30 e 15 giorni, indicati nel comunicato stampa come caratteristica del servizio, possono essere utilizzati per programmare le attività.

    Metti in ordine la sicurezza della tua azienda

    Blue Academy aiuta a ricostruire il fabbisogno formativo e a organizzare corsi, aggiornamenti e documenti. Con Mosaico/Overcom puoi monitorare, secondo il perimetro concordato, formazione, visite mediche, DVR, DPI, verifiche della messa a terra e controlli degli estintori.

    Richiedi un primo orientamento →

    Fonti ufficiali

    Ministero del Lavoro – Accordo Stato-Regioni 2025 · INAIL – Medico competente · Vigili del Fuoco – Decreto controlli

    Contenuto informativo: gli obblighi applicabili vanno verificati sulla situazione concreta e sulla normativa vigente.
  • AI Act e aziende: cosa cambia dal 2 agosto 2026

    Blue Academy
    NORMATIVA · FORMAZIONE DIGITALE · AGGIORNATO AL 2026

    AI Act e aziende: cosa cambia dal 2 agosto 2026

    Tempo di lettura: circa 6 minuti · Contenuto informativo

    Dal 2 agosto 2026 il quadro europeo sull’intelligenza artificiale entra in una nuova fase applicativa. Per le aziende, però, non significa che da quella data sia vietato usare strumenti come chatbot e assistenti generativi, né che ogni impresa debba diventare un’azienda tecnologica. Significa capire quali sistemi vengono utilizzati, con quale ruolo e quali regole si applicano.

    La precisazione più importante: l’AI Act è un regolamento europeo, non una nuova legge italiana. Inoltre, l’obbligo di adottare misure per promuovere l’AI Literacy del personale è già applicabile dal 2 febbraio 2025; dal 2026 entrano in gioco anche la supervisione e l’enforcement di diverse disposizioni.

    Che cos’è l’AI Act?

    L’AI Act è il Regolamento (UE) 2024/1689, che stabilisce regole armonizzate sull’intelligenza artificiale nell’Unione europea. Il sistema segue un approccio basato sul rischio: non tutti gli impieghi dell’AI sono trattati allo stesso modo.

    Gli obblighi dipendono da fattori come il tipo di sistema, il settore, la finalità d’uso e il ruolo dell’organizzazione. Un’azienda può essere, a seconda dei casi, fornitrice, utilizzatrice o entrambe.

    Che cosa cambia dal 2 agosto 2026?

    1. Inizia una fase più concreta di controllo

    Dal 2 agosto 2026 la Commissione europea e le autorità nazionali hanno poteri di supervisione e possono applicare le disposizioni già entrate nella relativa fase di applicazione. La data non costituisce però un unico “termine per mettersi in regola” valido per ogni sistema.

    2. Diventano centrali gli obblighi di trasparenza

    Per determinati sistemi, le persone devono essere informate quando interagiscono direttamente con un’AI. Alcuni contenuti generati o manipolati artificialmente, come i deepfake, devono essere segnalati secondo le regole applicabili. Gli obblighi precisi dipendono dal sistema e dal contesto.

    3. L’AI Literacy diventa un tema organizzativo

    Le aziende che forniscono o utilizzano sistemi di AI devono adottare misure per promuovere un livello adeguato di alfabetizzazione del personale e delle altre persone che li utilizzano per loro conto. Il livello e le misure da adottare vanno rapportati a conoscenze, esperienza, formazione, contesto d’uso e persone coinvolte.

    Non è quindi sufficiente distribuire un manuale generico o acquistare un corso uguale per tutti. È più utile documentare quali strumenti vengono usati, da quali ruoli, per quali attività e con quali indicazioni operative.

    Che cosa dovrebbe fare un’azienda?

    • fare un inventario degli strumenti di AI già utilizzati, anche informalmente;
    • individuare chi li fornisce e chi li utilizza per conto dell’azienda;
    • classificare le principali finalità d’uso e i possibili rischi;
    • definire regole su dati riservati, verifica degli output e supervisione umana;
    • informare e formare il personale in modo coerente con mansioni e strumenti;
    • conservare evidenze delle istruzioni, della formazione e delle revisioni delle procedure.

    Gli errori da evitare

    Il primo errore è pensare che basti vietare l’AI: spesso le persone continueranno a utilizzarla senza criteri e senza informare l’organizzazione. Il secondo è considerare corretto ogni risultato prodotto da un sistema generativo. Il terzo è proporre la formazione come una formalità, senza collegarla alle attività effettivamente svolte.

    La conformità non si risolve con una sola checklist. Servono valutazione del contesto, regole comprensibili e aggiornamento quando cambiano strumenti, processi o responsabilità.

    Preparare il personale all’uso consapevole dell’AI

    Blue Academy propone un percorso introduttivo di AI Literacy per aiutare il personale a comprendere le basi dell’AI generativa, riconoscerne limiti e bias, scrivere richieste più efficaci e verificare i risultati prima di utilizzarli.

    Richiedi informazioni sul percorso →

    Fonti ufficiali

    Commissione europea – AI Literacy: domande e risposte · Commissione europea – Obblighi di trasparenza dell’articolo 50 · EUR-Lex – Regolamento (UE) 2024/1689

    Contenuto informativo e non parere legale. Gli obblighi applicabili vanno verificati in relazione ai sistemi e ai processi concreti dell’azienda e alla normativa vigente.